«Quanto costa Google Ads?» è la prima domanda di chi ha un negozio, un salone, un ristorante o uno studio e vuole farsi trovare da chi cerca su Google. La risposta onesta è che non c'è un prezzo fisso: paghi ogni clic sul tuo annuncio, il budget lo decidi tu e la gestione, se la affidi a qualcuno, è un costo a parte. Qui trovi le cifre con le fonti, la regola di Google per il tetto mensile e un esempio di calcolo completo per una piccola attività.
In breve: non c'è un prezzo fisso
Google Ads funziona ad asta: ogni volta che qualcuno cerca una parola, gli annunci in gara si contendono lo spazio e si paga solo se l'utente clicca. Non c'è un canone, non c'è un costo di attivazione. I costi sono due: il budget pubblicitario, che va a Google, e la gestione, che va a chi imposta e segue la campagna. Per una piccola attività italiana si parte in genere con 150-300 euro al mese di budget e, se la campagna è gestita da un professionista, 250-500 euro al mese di gestione.
Come si paga Google Ads: asta e costo per clic
Google scrive chiaramente che «paghi solo per i clic» e che le campagne non hanno costi di attivazione. Il prezzo di ogni clic non è fisso: lo decide un'asta istantanea tra gli inserzionisti che vogliono comparire per quella ricerca. Non vince per forza chi offre di più. Google assegna a ogni annuncio un punteggio di qualità da 1 a 10, che misura quanto l'annuncio e la pagina di arrivo sono pertinenti alla ricerca: a parità di offerta, chi è più pertinente paga meno e compare più in alto. È il motivo per cui una campagna fatta bene costa meno di una fatta a caso.
Quanto costa un clic in Italia
Google non pubblica un listino per settore, quindi le cifre che seguono vengono dai consulenti italiani che rendono pubblici i dati delle loro campagne. Sulla rete di ricerca un clic costa in media fra 0,30 e 2,50 euro, e supera i 10 euro nei settori più contesi. Per settore: ristorazione 0,30-0,60 euro, estetica e benessere 0,50-1,50, artigiani 0,40-1,50, turismo 0,50-3, servizi professionali 1-8, studi medici 1,20-6, avvocati 2-10 e oltre, assicurazioni e finanza 3-15 e oltre. Un altro consulente indica clic intorno ai 0,20 euro per abbigliamento e ristorazione e fino a 10 euro per assicurazioni e studi legali: le fasce coincidono.
Il dato vero per la tua attività lo trovi nel Keyword Planner di Google, lo strumento gratuito dentro Google Ads che mostra le ricerche mensili e la stima del costo per clic di ogni parola nella tua zona. È la prima cosa che guardiamo prima di proporre un budget.
Budget giornaliero e tetto mensile: la regola del ×30,4
In Google Ads si imposta un budget giornaliero medio. Google avverte che in un singolo giorno la spesa può arrivare fino al doppio di quella cifra, perché nei giorni con più ricerche l'annuncio viene mostrato di più; in compenso nel mese non si supera mai il budget giornaliero moltiplicato per 30,4. Esempio di Google: con 10 euro al giorno il massimo mensile è 304 euro. È la cifra da scrivere nel conto, non quella del singolo giorno.
Quanto mettere al mese se hai un negozio o uno studio
Le fonti non sono d'accordo sul minimo: c'è chi consiglia 10-15 euro al giorno e chi dice che sotto i 25-30 non ha senso partire. La nostra esperienza con attività locali è diversa: 5-10 euro al giorno, cioè 150-300 euro al mese, bastano per iniziare se la campagna è ristretta alla zona giusta, alle ore in cui sei aperto e a ricerche precise. Con un clic da 0,40-1,20 euro sono 150-500 visite al mese di persone che stanno cercando proprio quello che offri. Sotto i 5 euro al giorno i clic sono troppo pochi per capire cosa funziona; sopra i 10 ha senso salire solo quando la campagna ha dimostrato di portare contatti.
Quanto costa farsi gestire le campagne
La gestione è il lavoro di chi sceglie le parole, la zona e gli orari, scrive gli annunci, prepara la pagina di arrivo, esclude ogni settimana le ricerche inutili e legge i dati. Sul mercato italiano un freelance chiede in genere 150-1.000 euro al mese, un'agenzia 500-2.000 euro al mese oppure il 10-20% del budget. Quasi nessuno scrive il prezzo sul sito.
Noi lo pubblichiamo: 350 euro di avvio e 250 euro al mese, importi finali perché siamo in regime forfettario. Comprende parole chiave, zona e orari, annunci, pagina di atterraggio, esclusioni settimanali, controllo e un resoconto ogni mese con i numeri veri: persone raggiunte, contatti arrivati e quanto sono costati. Non comprende il budget pubblicitario, che paghi direttamente a Google dal tuo account. Nessun vincolo di durata: si parte entro 7 giorni e si ferma quando vuoi. Lavoriamo da remoto con attività di tutta Italia, e il prezzo non cambia con la città.
Esempio di calcolo: una pizzeria con 7 euro al giorno
Prendiamo una pizzeria che vuole prenotazioni e asporto nel fine settimana. Budget 7 euro al giorno, concentrato dal giovedì alla domenica negli orari di apertura, su ricerche come «pizzeria» più il nome del paese, «pizza asporto» e «pizzeria con giardino». Tetto mensile: 7 × 30,4 = 213 euro, che vanno a Google. Con un clic fra 0,40 e 1,20 euro sono circa 180-530 visite al mese.
- Primo mese: 350 euro di avvio + 250 euro di gestione + 213 euro di budget = 813 euro.
- Dal secondo mese: 250 euro di gestione + 213 euro di budget = 463 euro.
- Se gestisci la campagna da solo: solo i 213 euro di budget, più il tuo tempo ogni settimana.
Il lavoro vero è la pagina dove arrivano i clic: menu leggibile dal telefono, pulsante per prenotare, telefono e WhatsApp cliccabili. Senza quella, il budget si consuma e le prenotazioni non arrivano.
Cosa fa salire o scendere il costo
- Il settore: «pizzeria» costa meno di «avvocato», perché meno concorrenti pagano per la stessa ricerca.
- La zona: nelle grandi città i clic costano di più; in un paese la concorrenza è spesso bassa.
- La qualità dell'annuncio e della pagina: Google fa pagare meno chi è pertinente.
- Le parole scelte: le ricerche generiche costano e convertono poco; quelle precise costano meno e portano clienti.
- La stagione e gli orari: nei periodi in cui tutti vogliono esserci l'asta sale.
- Le esclusioni: senza togliere ogni settimana le ricerche inutili, una parte del budget va a clic che non c'entrano.
Google Ads o scheda Google gratuita?
Per molte attività locali la scheda Google (il Profilo dell'attività su Google, gratuito) porta già clienti: compare nella mappa quando qualcuno cerca «parrucchiere» o «pizzeria» vicino a sé. Se la scheda è completa, con foto vere, orari aggiornati e recensioni con risposta, spesso è il primo investimento da fare, e non costa nulla. Google Ads serve quando vuoi comparire anche sopra la mappa, raggiungere chi cerca un servizio preciso, coprire una zona più ampia o riempire i giorni vuoti. Le due cose insieme funzionano meglio: la scheda dà fiducia a chi clicca sull'annuncio.
Come si imposta una scheda che porta clienti lo spieghiamo nella guida al Profilo dell'attività su Google: è il primo passo, anche prima di pensare alla pubblicità.
Errori che bruciano il budget
- Parole troppo generiche: «ristorante» da solo porta clic da tutta Italia e da chi cerca un lavoro.
- Nessuna pagina di arrivo: mandare i clic alla home generica invece che alla pagina del servizio cercato.
- Nessun tracciamento: senza contare chiamate, messaggi e prenotazioni non si sa cosa funziona.
- Fermarsi dopo una settimana: la campagna ha bisogno di 2-4 settimane di dati per essere corretta.
- Lasciarla andare da sola: le esclusioni e gli aggiustamenti vanno fatti ogni settimana, altrimenti i costi salgono.
- Attivarla con una scheda Google piena di recensioni negative senza risposta: la gente controlla prima di chiamare.
Quando non conviene fare Google Ads
Se il sito non si apre bene dal telefono o non ha un modo immediato per contattarti, prima si sistema quello. Se non puoi gestire i contatti in più, una campagna che porta venti telefonate a settimana a cui nessuno risponde è denaro buttato. Se il budget totale è sotto i 150 euro al mese, meglio investirlo nella scheda Google e nelle foto. E nessuno può garantire il primo posto o un ritorno preciso: chi lo promette sta vendendo altro.
Domande frequenti
Google Ads è gratis? No. L'account è gratuito e non ci sono costi di attivazione, ma ogni clic sull'annuncio si paga. Google offre a volte crediti promozionali ai nuovi inserzionisti: cambiano nel tempo e vanno verificati nel tuo account, non contarci per il budget.
Quanto costa Google Ads al mese per un negozio? Per un negozio, un salone o un ristorante consigliamo di partire con 5-10 euro al giorno, cioè 150-300 euro al mese versati a Google, più la gestione se la affidi a qualcuno. Con noi la gestione costa 350 euro di avvio e 250 euro al mese.
Qual è il budget minimo per partire? Google non impone una spesa minima di campagna. In pratica sotto i 5 euro al giorno la campagna raccoglie troppi pochi clic per capire cosa funziona: meglio partire con una cifra piccola ma costante per almeno un mese, poi decidere.
Quando e come si paga Google? Dopo che i clic sono avvenuti, con carta o altro metodo collegato all'account: Google addebita al raggiungimento di una soglia o a fine mese. Il tetto mensile è il budget giornaliero medio moltiplicato per 30,4.
Posso fermare o mettere in pausa la campagna quando voglio? Sì, in qualsiasi momento dal pannello di Google Ads: da quel momento non paghi più clic. La nostra gestione non ha vincoli di durata.
Quanto costa la gestione con CtrlN AI e cosa include? 350 euro di avvio e 250 euro al mese, importi finali. Comprende la scelta delle parole chiave, la zona e gli orari, gli annunci, la pagina di atterraggio, l'esclusione delle ricerche inutili, il controllo settimanale e un resoconto ogni mese. Il budget pubblicitario lo paghi a Google a parte.
Serve un sito per fare Google Ads? Per le campagne sulla rete di ricerca sì: l'annuncio porta a una pagina, e se quella pagina non si apre bene dal telefono o non ha un modo immediato per contattarti i clic vanno sprecati. Senza sito si può usare la scheda Google con le campagne intelligenti, ma con meno controllo.
Se vuoi un parere sul tuo caso, qui trovi come lavoriamo sulle campagne Google, Facebook e Instagram. L'analisi iniziale della tua attività è gratuita: ti diciamo se Google Ads ha senso per te, e a volte la risposta è no.