Se hai chiesto tre preventivi per un sito a Legnago o a Verona, probabilmente hai in mano tre cifre che non c'entrano niente l'una con l'altra: una da 300 euro, una da 1.500 e una che non dice il prezzo ma «dipende». Non è che uno dei tre ti sta imbrogliando: vendono cose diverse e le chiamano tutte «sito web». Queste sette domande servono a capire cosa stai comprando davvero.

1. Chi fa materialmente il lavoro?

Chiedi il nome di chi disegnerà e scriverà il sito e se potrai parlarci. In molte agenzie il commerciale vende, poi il lavoro passa a un freelance esterno o a un modello comprato. Il risultato lo vedi dopo: ogni modifica è un ticket, ogni domanda una settimana di attesa. Se chi ti vende è anche chi realizza, le decisioni si prendono in una telefonata.

2. Il sito sarà mio?

È la domanda che quasi nessuno fa ed è la più importante. Molte offerte «a canone» non ti vendono un sito, te lo affittano: smetti di pagare e sparisce. Pretendi per iscritto che a saldo avvenuto dominio, codice sorgente e accessi siano tuoi. Il dominio in particolare deve essere registrato a tuo nome, mai a nome dell'agenzia.

3. Quanto costa, e cosa comprende quel prezzo?

Un prezzo serio si può pubblicare. Se un'agenzia non lo mette sul sito, chiedi almeno un elenco di cosa è compreso: testi scritti o solo impaginati, foto, privacy e cookie a norma, scheda Google, hosting del primo anno, numero di revisioni. Un sito da 700 euro con tutto compreso vale più di uno da 500 che poi ne chiede altri 400 per il banner cookie e il modulo contatti.

Per capire come sono fatti dei prezzi pubblici, guarda il nostro listino: tre formule, importi finali, cosa comprende ciascuna.

4. In quanto tempo, e la data è scritta?

«Dipende» non è una risposta. Una pagina vetrina si consegna in una settimana lavorativa, un sito con quattro-sei sezioni in due o tre, un progetto costruito da zero in un mese. La data deve essere nel preventivo, insieme a cosa serve da parte tua (foto, testi, accessi) perché i tempi partano.

5. Come mi troveranno su Google e sugli assistenti AI?

Oggi la gente cerca «pizzeria Legnago» su Google, ma sempre più spesso chiede a ChatGPT o alla ricerca AI di Google «dove mangio bene vicino a Legnago». Chiedi cosa fa l'agenzia per entrambi: titoli e descrizioni per ogni pagina, dati strutturati, sitemap, scheda Google Business collegata, un file llms.txt che presenta l'attività alle AI. Diffida di chi promette «primo su Google in 30 giorni»: nessuno può garantirlo, e chi lo promette lo sa.

6. È a norma?

Privacy policy, cookie policy, banner con la possibilità di rifiutare con un clic, dati societari nel piè di pagina (ragione sociale, partita IVA, PEC). Dal 2025 vale anche l'accessibilità: testi leggibili, contrasti sufficienti, navigazione da tastiera. Un sito non a norma è una multa che aspetta e, peggio, un segnale di sciatteria per chi lo visita.

7. Cosa succede dopo la consegna?

Chi risponde se il sito è giù? Quanto costa cambiare un prezzo nel listino? C'è una garanzia sui malfunzionamenti? Un'agenzia seria ti dà tre risposte precise: un contatto diretto, una tariffa oraria o una manutenzione facoltativa, una garanzia scritta. Se la manutenzione è obbligatoria, torna alla domanda 2.

I segnali d'allarme nei preventivi

  • Prezzo «su richiesta» e nessun listino pubblico.
  • Canone mensile obbligatorio senza possibilità di riscatto.
  • Nessun sito verificabile online fatto dall'agenzia: chiedi tre indirizzi e aprili dal telefono.
  • Promesse di posizionamento garantito o di «primi su Google».
  • Dominio intestato all'agenzia.
  • Nessuna menzione di privacy, cookie e accessibilità.

In sintesi

Il prezzo è l'ultima delle sette domande, non la prima. Un sito che costa 1.000 euro e porta due prenotazioni a settimana si ripaga in un mese; uno da 300 che nessuno trova costa 300 euro più tutti i clienti che non ti ha portato.

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