Prova a cercare come farebbe un cliente che vuole prenotare: «ristorante Verona prenota tavolo» o «hotel Verona». In cima alla pagina, prima dei locali, oggi trovi spesso un portale di prenotazione o un comparatore di prezzi. Non è un caso e non è un problema del tuo sito: in parte sono annunci a pagamento dei portali, e da settembre c'è anche una nuova regola europea che dà loro più spazio. Cambia il modo in cui i clienti arrivano a prenotare.
Cosa è cambiato a settembre
L'8 settembre 2026 Google ha modificato i risultati di ricerca in tutta l'Unione Europea per rispettare il Digital Markets Act (DMA), la legge che impedisce alle grandi piattaforme di favorire i propri servizi. Dopo una multa di 460 milioni di euro della Commissione Europea, Google ha cambiato le ricerche commerciali su hotel, voli, ristoranti, acquisti e trasporti.
- In alto compare un servizio specializzato di terze parti (un portale di prenotazione o un comparatore), seguito da altri due con meno dettagli.
- I caroselli con le singole attività, come hotel e ristoranti, scendono più in basso nella pagina.
- Alcune informazioni spariscono dalle schede, tra cui i prezzi e la disponibilità in tempo reale.
Quanto pesa per chi prende prenotazioni
Il dato più citato viene da Google stessa: Nick Fox, vicepresidente della ricerca, ha dichiarato a Reuters che una fase precedente di adeguamento al DMA aveva già ridotto di circa il 30% il traffico gratuito e diretto verso le attività europee che accettano prenotazioni. Va letto con prudenza, perché è un numero dichiarato durante una trattativa con la Commissione e non una misura indipendente. Ma la direzione è chiara: tra il cliente e il tuo locale si mette sempre più spesso un intermediario.
E l'intermediario non lavora gratis. Molti portali di prenotazione chiedono una commissione per ogni cliente o coperto prenotato, e mostrano accanto al tuo nome anche gli altri locali della zona. Il cliente ti trova lo stesso, ma lo paghi, e lo condividi con i concorrenti.
Cosa fare adesso: 5 mosse concrete
- Controlla la tua scheda Google Business Profile: orari, foto recenti, menù, telefono e link di prenotazione devono essere giusti. Resta il primo posto dove ti vedono in zona.
- Metti un link di prenotazione tuo nella scheda, su Instagram, su Facebook e su WhatsApp, così chi ti cerca prenota direttamente da te e non passa dal portale.
- Rispondi alle recensioni: chi arriva alla tua scheda decide in pochi secondi, e un titolare che risponde ispira fiducia.
- Misura da dove arrivano le prenotazioni: per un mese segna quante arrivano dal portale, quante dal telefono e quante dal tuo link. Saprai quanto ti costa davvero ogni canale.
- Coltiva i clienti che hai già: chi ha prenotato una volta da te deve poterlo rifare in un tocco, senza ricercarti su Google.
I portali vanno abbandonati?
No. Per farsi scoprire da clienti nuovi o turisti possono essere utili. Il punto è non dipendere solo da loro: ogni cliente che hai già conquistato dovrebbe prenotare sui tuoi canali, senza commissioni e senza concorrenti accanto. È la differenza tra affittare la vetrina e averne una tua.
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