La domanda arriva sempre allo stesso punto della conversazione: «mi basta una pagina o mi serve un sito vero?». La risposta non dipende dal budget ma da quante cose deve fare il sito per te. Ecco come lo decidiamo noi, con i prezzi pubblici del 2026.
Il sito vetrina: una pagina che fa una cosa sola
Una sola pagina, ben fatta: chi sei, cosa fai, dove sei, come ti si contatta. Costa 700 euro ed è online in cinque giorni lavorativi. È la scelta giusta se offri un servizio principale (un'estetista, un idraulico, un consulente, un bar), se i contenuti stanno in una schermata e se oggi il tuo problema è semplicemente non esistere su Google. Comprende comunque privacy e cookie a norma, la scheda Google collegata e il primo anno di hosting.
Il sito professionale: quando il sito deve lavorare
Quattro-sei sezioni su misura, testi scritti da noi, listino o menu, modulo contatti e WhatsApp, impostazione per Google. Costa 1.290 euro, consegna in quindici giorni lavorativi, due giri di revisione. Serve quando hai più servizi da spiegare, un listino che cambia, foto da mostrare, prenotazioni da raccogliere: ristoranti, saloni con più trattamenti, studi con più specialità, negozi con prodotti in evidenza.
Il sito cinematografico: quando il brand è il prodotto
Progetto costruito da zero, animazioni, immagini e video generati su misura, doppia lingua, ottimizzazione per Google e per gli assistenti AI. Da 2.000 euro, tre-quattro settimane. Ha senso per chi vende un'esperienza (ristorazione di livello, fotografi, strutture ricettive, brand) e per chi riceve clienti anche da fuori zona.
Come scegliere in trenta secondi
- Un servizio, pochi contenuti, devi solo esserci: vetrina, 700 euro.
- Più servizi, listino, prenotazioni o contatti da raccogliere: professionale, 1.290 euro.
- Brand da raccontare, clienti da fuori zona, video e doppia lingua: cinematografico, da 2.000 euro.
- Non sai quanti contenuti hai: inizia dalla vetrina, si può far crescere.
Le tre formule, con tutto quello che comprendono, sono nel listino pubblico. Nessuna delle tre ha canoni obbligatori: a saldo avvenuto il sito è tuo.
Gli errori che vediamo più spesso
- Comprare un sito da dieci pagine e riempirne due: pagine vuote o «in costruzione» fanno danno.
- Scegliere la vetrina per un ristorante con menu di 90 voci: il menu non ci sta e la gente se ne va.
- Pagare un canone per un sito che non si possiede.
- Fare il sito e dimenticare la scheda Google: per un'attività locale è metà del lavoro.
E se cambio idea dopo?
Una vetrina fatta bene si trasforma in sito professionale aggiungendo sezioni: non si butta via niente, si paga la differenza. Per questo partire piccoli non è un errore, è un metodo.
Se hai un'attività a Legnago o Verona e vuoi un parere, qui trovi come lavoriamo: mandaci il nome dell'attività e ti diciamo entro 24 ore quale formula ha senso per te, gratis.